
Non c'è niente che fa male così
La Tartaruga - Baldini Castoldi Dalai (collana Narrativa)
/ 2009
ISBN 88-7738-471
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«Eccolo, il suo diario. Più
piccolo di un quaderno, ma spesso. La copertina di raso lilla. Il
lucchetto. Polvere dappertutto, ruggine nelle parti metalliche,
graffi sul disegno all’angolo, sul viso di una dama dell’Ottocento
che scrive sotto la luce rotonda di un lume a petrolio. Non è
difficile scardinare anche quella chiusura, non è affatto
difficile per una che si sente addosso quella strana forza, quel
coraggio, quella voglia irruente di sapere tutto ciò che
c’è da sapere dopo anni in cui ha fatto il possibile
per non saperlo. La minuscola serratura ossidata salta, rintocca
a terra e si ferma in mezzo alla polvere.
Allora, Caterina legge.
Col cuore in bocca, legge.
Niente di ciò che succede, succede invano.»
Caterina ha sei anni quando una tragedia sconvolge
la sua vita, spazzando via la sua innocenza e peggiorando il difficile
rapporto con la madre e quello impacciato con il padre. Undici anni
dopo, in un diario ritrovato, scopre inaspettatamente l’identità
del colpevole di ciò che è accaduto. Da quel momento
Caterina sente di avere un’unica missione: conoscerlo e distruggerlo.
Lui è Marco, avvocato trentaseienne, un Peter Pan fallito,
un marito mediocre e un pessimo padre, alla continua ricerca di
qualsiasi emozione in grado di allentare la noia della sua vita
perfettamente organizzata. Così, quando in una libreria incontra
Caterina, apparentemente per caso, cede volentieri all’attrazione
che prova per lei. Ma qualcosa sfugge di mano a entrambi, perché
gli uomini non sono cose e i sentimenti sono ingovernabili per natura…
In un susseguirsi di colpi di scena, i segreti e le verità
verranno a galla a poco a poco, gettando un’impietosa luce
sui retroscena famigliari, sui pettegolezzi dei vicini e su tutto
il mondo degli adulti, ora spettatori inconsapevoli, ora cinici
burattinai. Il ritratto di un’adolescenza malinconica e crudele,
che non conosce mezze misure, capace di odiare e amare al medesimo
tempo, con la stessa intensità. Un debutto aspro e struggente
sul dolore della perdita, sulla paura di crescere, sul bisogno assoluto
d’amore, su quanto la strada delle apparenze sia lastricata
di errori e sul destino che, inesorabile, vince su tutto. |